colesterolo

I problemi del colesterolo

A quel tempo lo scienziato Angel Keys andava dimostrando che gli americani erano a elevato rischio cardiovascolare perché mangiavano male; due fattori responsabili, tra loro connessi, erano l’eccessivo consumo di grassi e il colesterolo alto nel sangue.

L’aspetto paradossale di questa storia fu che, mentre il Keys biasimava lo stile alimentare americano e nello stesso tempo tesseva le lodi della dieta mediterranea, noi italiani, insieme alle altre genti delle rive del mare nostro, la stavamo abbandonando perché catturati dal consumismo e dai fast food made in USA sbarcati dalle nostre parti.

Così anche a noi è toccato avere a che fare con le malattie cardiovascolari e con tutte le altre che, eufemisticamente, chiamiamo “del benessere”. Come le crociate cristiane in Terra santa, anche quella anticolesterolo ha visto intrecciarsi nobili interessi (salvaguardare la salute delle persone) con altri di natura economica (lucrare profitti vendendo prodotti alimentari fabbricati ad hoc). I nodi però stanno venendo al pettine.

La ricerca sta fornendo dati che fanno ritenere non solo ingiusta, ma anche pericolosa la criminalizzazione in atto contro il colesterolo. Basti pensare che se il colesterolo ematico si abbassa troppo si corre il rischio di andare incontro a disturbi psichici e comportamentali, come depressione, aggressività, ostilità e cinismo1. Inoltre un consesso di esperti, basandosi sulla letteratura scientifica è arrivato alla conclusione che i prodotti arricchiti di fitosteroli non sono poi così efficaci nel tenere a bada il colesterolo nel sangue come la pubblicità vuol farci credere2. È in atto tra i medici anche una controversia sull’effettiva efficacia delle statine, i farmaci utilizzati diffusamente per abbassare il colesterolo nel sangue3, che speriamo si chiuda presto con un responso inequivocabile.

Bibliografia

1. Sahebzamani FM e coll. Relationship among low cholesterol levels, depressive symptoms, aggression, hostility and cynicism. J Clin Lipidol 7, 208-216 (2019) (www.ncbi.nlm.nil.gov)

2. Agence nationale de securité sanitaire de l’alimentation, de l’environnment et du travail (ANSES). Evaluation du risque et du bénéfice liés à la consummation de produits alimentaires enrichis en phytostérols ou en phytostanols. (www.anses.fr)

3. Sinatra ST e coll. The cholesterol and statin controversy: the new 2013 statin-cholesterol guidelines. Altern. Ther Health Med 20, 14-17 (2014) (www.ncbi.nlm.nil.gov)

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