psicologo o psichiatra

Differenze tra psicologo e psichiatra

Psichiatra e psicologo sono la stessa figura medica? Non è sempre chiaro ai pazienti, alla ricerca di un supporto medico psicologico, la differenza tra le figure dello psichiatra e dello psicologo.
Eppure, sia nel percorso accademico sia nella realtà ambulatoriale, entrambi si occupano di aspetti diversi e non surrogati della stessa materia.

Per individuare la corretta forma di aiuto psicologico, è bene invece avere ben chiaro il settore d’intervento di entrambi, soprattutto nel caso vi rivolgiate a queste importanti figure di training mentale privatamente, non tramite l’indirizzo diagnostico pubblico.

Sempre più persone oggi ricorrono a specialisti della sfera mentale, supporto e aiuto in momenti particolari e difficili della vita, senza suddivisioni percentuali di sesso, età, estrazione sociale. Sin dalla tenera età, nel momento in cui il bambino entra all’interno dei circuiti sociali, situazioni esterne potrebbero comprometterne l’equilibrio psicologico, come nel drammatico caso di una separazione particolarmente tumultuosa, episodi di bullismo scolastico, difficoltà di linguaggio e apprendimento, terapie rivolte alla ricerca di patologie, ahimè, delicate e importanti come autismo e tante altre.

Dai disturbi tenera età, passando per i disturbi dell’adolescenza, alimentari e sentimentali, sino alle patologie tipiche dell’età adulta, la richiesta del medico specialistico è un’esigenza importate.
Allora ci si dovrà rivolgere allo psicologo oppure allo psichiatra?

I diversi percorsi accademici determinano le differenze

Per quanto lo studio della materia sia simile, il cervello, elaborata e misteriosa macchina/organo responsabile di quasi tutte le attività del corpo, le differenze principali tra le figure dello psicologo e dello psichiatra, si rivelano nel percorso accademico individuale.

La laurea dello psichiatra è principalmente medica e chirurgica, quindi un percorso principalmente ospedaliero, cui segue un’ulteriore specializzazione in psichiatria, alle volte anche in neuro-chirurgia, dipende dalle propensioni individuali del neo-laureato.
Lo psicoterapeuta, come il Dott. Psicologo di Bologna Amleto Petrarca, invece percorre la durata dei suoi studi non frequentando la facoltà di Medicina ma di Psicologia.
Inoltre, al termine dell’iter accademico, il neo-laureato in psicologia dovrà sostenere un esame di Stato per poi richiedere una regolare iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine degli Psicologi.
Parallele a queste figure sono nate nuove professioni di ambito medico e psicologico, come il terapeuta, lo psico-terapeuta, il fisioterapista ed altre.
Sono figure alle volte supportate da uno studio competente e accademico, in altre occasioni invece costituendo la propria professionalità attraverso percorsi individuali.
Dalla competenza di alcuni si può giungere alla quasi truffa di altri: se approccerete la richiesta di supporto psicologico attraverso le infinite strade della new-age, della medicina (per altro importante e non sottovalutabile) olistica, cercate di rivolgervi comunque a persone di chiara propensione alla competenza specifica e profonda.
Lo scrupolo morale in questi ambiti è un coefficiente importante, soprattutto perché alle volte il rischio di plagio è strisciante, situazione subita da pazienti deboli, disperati, alla ricerca del rimedio assoluto soprattutto quando la forza di guarigione non ha mai concesso significativi miglioramenti.

Rivolgetevi sempre ad un professionista del settore

Dovrebbe ora essere per voi chiara la differenza tra le due figure fondamentali del supporto medico psicologico: in base alla vostra necessità potrete rivolgervi ad uno psichiatra o ad uno psicologo.
Alle volte la serietà professionale coinvolge entrambi. Succede, non di rado, che dopo l’analisi psicologica, lo psicologo, l’analista, richieda il supporto medico e farmacologico dello psichiatra.
Spesso la vittoria nei confronti dei disturbi neurologici è la vittoria di un team, che si consulta, analizza il contesto generale, le profonde radici del malessere, l’eventuale terapia sia psicologica che farmacologica.
Se per lo psichiatra lo scopo è il ri-equilibrio della chimica neurologica, o lo stimolo in varie direzioni, a seconda della patologia, tramite farmaci specifici, micro-elementi di supporto agli squilibri, terapie di tipo comunque medico, quando non ospedaliero, lo psicologo segue altre forme d’intervento, strategie mirate in altre direzioni.
Lo psichiatra lavora sulla molecola del tessuto neurologico (non solo il cervello ma i gangli nervosi, le periferie vegetative), lo psicologo sulla sfera emotiva, la ricerca delle motivazioni generatrici del malessere.
E’ consigliabile la prima strada o la seconda?
La prima strada potrebbe apparire, alle volte lo è, molto più invasiva rispetto alla terapia psicologica, ma ogni caso necessita del giusto percorso e la coscienza di entrambe queste figure mediche prevede proprio la consapevolezza delle responsabilità e della reciproca utilità.
Una non preclude l’altra; psichiatri e psicologi lo sanno e difficilmente ricercano ‘la guerra’ professionale, ma, il più delle volte, la consultazione reciproca per sconfiggere i misteri dei disturbi della sfera neurologica.

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